Umberto di Grazia Biografia


Ricercatore psichico e sensitivo, dall’età di diciotto anni vive in prima persona fenomeni di confine della mente umana, che vanno dall’introspezione con retrocognizioni e precognizioni, alla telepatia, ai fenomeni PK, all’archeologia intuitiva.
In particolare, ha affinato il fenomeno dello sdoppiamento (O.O.B.E., Out Of Body Experience).

Umberto Di Grazia, nato a Viterbo, romano d’adozione, è un ricercatore e un sensitivo di fama internazionale, che ha dedicato la sua vita allo studio e alla sperimentazione nell’ambito della Ricerca Psichica e dei suoi fenomeni, per le relative applicazioni a scopo sociale.

Vari, negli anni, i suoi studi e specializzazioni, tra le quali: ”ex ufficiale meteo dell’Aeronautica Militare Italiana (con nomina a capitano con decorrenza dal 01.01.1994), diplomato presso il Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma, regista e scrittore”.

Per le sue facoltà è stato studiato da importanti gruppi e organizzazioni di ricerca, con cui ha collaborato per anni, tra questi: il ‘Mobius Group’ di Los Angeles, fondato da Stephan Schwartz, membro della Royal Geographical Society, Consulente del Massachusetts Institute of Technology e del Research and Analysis of Naval Operations-USA e dall’antropologo e ambientalista Brando Crespi, coordinatore delle strategie di Pro-Natura International e l’Institut fur Grenzgebiete der Psychologie und Psychohygiene di Friburgo in Germania. Per quest’ultimo ha compiuto, con il dr. Elmar Gruber, numerosi esperimenti, ricerche e lunghe spedizioni di studio all’estero.

In Italia, per tre anni, Maria Immacolata Macioti, titolare della cattedra di Sociologia all’Università La Sapienza di Roma, ha studiato il suo lavoro e ne ha pubblicato i risultati nel libro: “Fede, Mistero, Magia: lettere a un sensitivo”, divenuto testo d’esame. Collabora inoltre correntemente con il criminologo Francesco Bruno del Dipartimento di Scienze Psichiatriche e Medicina Psicologica della stessa Università.

Di Grazia ha effettuato importanti scoperte archeologiche, sia con l’équipe del Mobius Group in America, sia per conto proprio in Italia. Tra i ritrovamenti più importanti del nostro Paese vi sono: la città protostorica sommersa di Ustica, il Tempio dell’Amore di Roccasinibalda, il Tempio delle Ypsilon di Torre Spadina presso Capranica e diversi siti etruschi nel viterbese. Attraverso i fenomeni di sdoppiamento ‘O.O.B.E’ e i sogni ‘lucidi’, Di Grazia ha fatto anche importanti precognizioni, come la sciagura aerea di Tenerife nelle Canarie del 1977 e l’attentato al presidente americano Reagan, in seguito al quale fu invitato a lavorare con organizzazioni di ricerca negli Stati Uniti.

Le sue facoltà gli permettono di essere in contatto con una dimensione di ‘presente-continuo’, dove le leggi costruite dalla logica sembrano ribaltarsi, per poi unirsi in una forma di raro equilibrio. Ciò lo ha portato a mettere in pratica l’idea, studiata anche da C.G.Jung, di “Unione degli Opposti”, “che in realtà sono complementari e necessari per arrivare alla sintesi e alla centralità”, spiega Di Grazia “mentre al risveglio si arriva con l’attenzione per ogni gesto e ogni vibrazione del campo energetico, entrando in contatto con l’inconscio e il suo bagaglio di informazioni positive, indispensabili per giungere all’armonia e all’equilibrio con il tutto”.
Ha così messo a punto il metodo della Biostimolazione®, con esercizi di meditazione, di posture e movimenti con suoni e ritmi, che ha chiamato: Tecniche dell’Unione e del Risveglio®.

Lavorando per molti anni con oltre 2000 persone, ha ottenuto notevoli risultati: circa il 40% ha manifestato particolari ipersensi, assolutamente non registrati prima. Molti di loro hanno migliorato la propria qualità di vita, superando problemi anche gravi e ponendosi con maggior incisività con se stessi, gli altri e la vita. Successivamente, su un campione di 50 soggetti, che aveva seguito per un anno un corso di tecniche, il professor Mario Bruschi del Dipartimento di Fisica dell’Università La Sapienza, ha eseguito una serie di esperimenti basati su rigorosi protocolli scientifici, che hanno dato un risultato sorprendente, il migliore verificatosi in questo settore per un singolo esperimento e l’unico in Italia.

Tecniche e Metodo sono stati valutati molto positivamente dal grande psicanalista Emilio Servadio, fondatore della ‘Società Italiana di Psicoanalisi’, che ha scritto:

“Umberto Di Grazia è stato in grado di elaborare una serie di esercizi fisici e mentali, che consentono di aprirsi ai messaggi della mente e dell’inconscio. Si tratta di tecniche semplici e piacevoli, che ampliano le facoltà sensibili dell’individuo, ponendolo in grado di percepire energie e vibrazioni che compongono l’intero cosmo. Tale metodo definito “Biostimolazione” ha lo scopo di unire gli opposti sia esterni che interni e indurre un amalgama di energie ed un’armonia interiore, tali da sentirsi consapevolmente parte del tutto”.

Attualmente è presidente dell’Istituto di Ricerca della Coscienza, di cui è fondatore, centro operativo dove medici, ricercatori, scienziati ortodossi accanto ad operatori in settori alternativi cercano un linguaggio olistico, tendente al raggiungimento dell’equilibrio tra facoltà sensoriali, pulsioni inconsce e teorie scientifiche.

 

UMBERTO DI GRAZIA – Bibliografia


 

VIAGGIO NEL TUTTO
Edizioni Youcanprint, 2011

Le stupefacenti esperienze paranormali, i viaggi al di là del tempo e dello spazio, le precogizioni di un sensitivo che vive contemporaneamente in diverse dimensioni.

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Umberto Di Grazia è un uomo straordinario. Questa è la descrizione sintetica che si può fare dell’autore de “Viaggio nel Tutto”, libro edito da Youcanprint.it. Come avevano già scoperto i filosofi scienziati dell’antica Grecia i sogni hanno un ruolo fondamentale nella nostra vita. Umberto Di Grazia potrebbe essere definito come una persona che non ha cessato un solo attimo, fin dalla tenera età di tre anni, di restare sintonizzato su tutte le dimensioni della realtà, diventando anche egli filosofo e scienziato. L’autore de “Viaggio nel Tutto”, si propone con molta semplicità di descrivere i fenomeni particolari che lo hanno accompagnato per tutta la sua vita.

Esistono energie sottili, lati nascosti, forze latenti e impetuose in ciascuno di noi, forze che non sappiamo di possedere e che ci permettono di padroneggiare la nostra mente fino a far saltare quel tenue meccanismo che ci lega a “una” spazialità e a “una” temporalità, in modo da poter viaggiare sia nel passato che nel futuro. La possibilità dunque di compiere viaggi nel tempo su piani extramentali ed extracorporei rivoluziona le fondamenta della nostra cultura e anche i concetti stessi di Morte e Reincarnazione.

L’autore, testimone diretto di settecento precognizioni e retrocognizioni ha avuto modo di studiare per più di trenta anni, i fenomeni extrasensoriali, viaggiando in tutto il mondo e confrontandosi con gli studiosi più accreditati di questo tipo di fenomeni, giungendo a una conclusione, la prima presentata nel testo, quella secondo cui i fenomeni di percezione extrasensoriale possono essere trattati in modo scientifico e replicati.

Secondo l’affascinante tesi esposta i fenomeni paranormali non sono appannaggio di un ristretto numero di eletti bensì una capacità latente in ognuno di noi. L’esperienza più affascinante è quella dell’O.O.B.E (Out of Body Experience), o esperienza extra-corporale, una tecnica che in modo raffinato ha permesso all’autore, in questi anni, di risolvere casi giudiziari e di mettersi in contatto con il ‘doppio’ di diversi pazienti, con l’unico obiettivo di ristabilire un’armonia tra il proprio corpo/mente e l’universo. È solo l’inizio degli strabilianti temi dell’ultimo lavoro di Umberto Di Grazia, dal titolo “Viaggio nel Tutto”: un’opera che se letta senza pregiudizi potrà fornire un concreto aiuto nella scoperta delle proprie potenzialità.

Umberto Di Grazia è accomunabile ad altre figure eccezionali, da Eusapia Palladino, Edgard Cayce, Gustavo Roll. L’autore è un ricercatore che da più di trent’anni vive personalmente fenomeni come l’introspezione con retrocognizioni e precognizioni, la telepatia, l’archeologia intuitiva. È un ricercatore finissimo la cui fama ha da tempo varcato i confini della nostra penisola.

Umberto Di Grazia comunica un messaggio chiaro e avvincente, tenendo legato il lettore con il racconto delle sue esperienze; così questo “Viaggio nel Tutto” parte proprio dagli episodi biografici dell’autore, necessari per ricondurre le sue ricerche su di un unico percorso conoscitivo. Il lettore potrà essere scettico oppure appoggiare in pieno le ipotesi contenute in questo volume, una cosa è certa, la testimonianza di Umberto Di Grazia, produce un affresco degli ultimi trenta anni della nostra storia vissuti attraverso gli occhi di uno degli abitanti più ‘sensibili’ del nostro secolo. Il libro può essere letto anche come una sorta di manuale raccontato di fenomeni paranormali, grazie alla seconda parte, dove i racconti di esperienze personali lasciano spazio a una catalogazione delle differenti tipologie degli stessi.

La specificità di questo progetto editoriale va letta nel desiderio dello stesso Di Grazia di dare finalmente un compendio il più esaustivo possibile della fenomenologia delle manifestazioni che la logica non può comprendere a fondo. E questo gli permette di produrre uno stile asciutto e calibrato che consente con estrema facilità e semplicità di apprezzarlo dalla prima all’ultima pagina. L’obiettivo finale è quello di sfruttare al meglio l’energia personale e universale per il bene del prossimo.

“Ufficio stampa Youcanprint”
Luciano Pagano, Stefano Donno


LA VIA SOLARE DELLA COSCIENZA
Edizioni Estro-Verso, Roma 2010

Alcuni pensieri detti e scritti, nel tempo, da un “curioso” che, attraverso la propria esperienza ci indica una possibile via del cammino interiore…

 

Visualizza qui la presentazione del libro avvenuta l’11 dicembre 2010 a Palazzo Valentini a Roma

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LE TRE ANIME
chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo…
di Stanislao Nievo, Umberto Di Grazia, Mario Bruschi

Edizioni Armando, Roma 2001

Il volo dei tre migratori che attraversano la copertina di questo libro è l’immagine, tratta da un’opera di Federico II, di tre viaggiatori che hanno attraversato per decenni il mondo in maniera diversa, chi il microcosmo e chi il macrocosmo. Tutti e tre per far cronaca su rotte diverse lungo il percorso dell’evoluzione terrestre, che dalla prima Singolarita’ ci ha portato alle infinite pluralita’ culminanti nella coscienza e nella sua scienza. Tre amici le cui ali sono nella mente a differenza di quelle della copertina. Queste rappresentano le piume dell’anima lungo la traiettoria dove avanza oggi l’attenzione della mente umana: Mario Bruschi, un fisico, cioè un ricercatore della scienza; un sensitivo, Umberto Di Grazia cioè un artista dell’istinto; e uno scrittore, potremmo dire un artigiano del linguaggio, Stanislao Nievo. I tre hanno accettato la proposta dell’Editore che ha chiesto loro di raccontare in forma propria il quadro dipinto da Paul Gaugin più di cento anni fa dal titolo: “Da dove veniamo, chi siamo, dove andiamo”. E’ l’interrogativo di ognuno, sempre e ovunque ne abbiamo la percezione. La risposta è un vademecum che si può leggere in questo volume come un sussurro dalle tre voci, minuscola trinita’ o trimurti letteraria, scritta con umilta’, sincerita’ e coraggio nella speranza di avvicinare il segreto della vita. Come mai i tre si sono uniti? Per amicizia e per l’identico scopo, indagare ognuno nella sua linea dove e come ci stiamo muovendo nella nostra coscienza, disegnandone o seguendone il percorso terrestre, fisico e psichico. Come si sono conosciuti? Sulle vie dell’anima, naturalmente. Ognuno con la propria, più o meno immanente o trascendente. Ma di ciò chi legge indovinera’ la composizione nelle pagine del libro. Umberto Di Grazia e Stanislao Nievo si sono conosciuti nello studio di una pittrice, Miriam Nasalli Rocca a Via Margutta, in Roma, più di trent’anni fa. Si sentirono progressivamente fratelli e divisero i viaggi mentali più di quelli fisici, che pure li portarono negli stessi tempi nei cinque continenti per molti mesi. Mario Bruschi e Umberto Di Grazia si conobbero poco dopo il ritorno di Umberto dagli Stati Uniti, dove aveva preso conoscenza degli studi fatti a Princeton sull’influenza del pensiero sulla materia. Alla presentazione del libro di Umberto Le Tecniche dell’Unione a Roma nel 1989, l’Autore stesso obbligò Mario il quale, da fisico e ricercatore del profondo era piuttosto restio a tale divulgativa, a condurre un’inedita presentazione del libro. Così Stanislao conobbe Mario e la presentazione gli parve così chiaramente illustrata che da quel giorno lo consultò spesso per i passi scientifici dei suoi libri. Questa la storia dell’incontro. Ciò che lega i tre è la capacita’ assodata di saper ascoltare gli altri due totalmente, in piena liberta’, in qualsiasi argomentazione, senza confini e schemi. Questo probabilmente il segreto della loro amicizia. Ora è venuto questo libro scritto insieme diverso e consimile. E’ una strada di confine e insieme di ascolto. Forse un viaggio che molti uomini diversi sognano di fare.

Bianca Spadolini



Nel nostro ultimo libro – scritto con il professore di fisica Mario Bruschi e Stanislao Nievo – “Le tre anime”, edito dall’Armando, abbiamo cercato di rispondere alle domande formulate dal famoso quadro dipinto da Paul Gaugin: “Da dove veniamo, chi siamo, dove andiamo”.

Le risposte affiorarono, realmente, dalle singole esperienze e furono scritte con sincerità e coraggio nella speranza di avvicinare la vita.

Per il fisico: “Non ci sono dati sufficienti” e precisa, nell’inizio del suo discorso, molto giustamente, che:
“Dove andiamo?… come individui, inesorabilmente e inevitabilmente andiamo verso la morte… ma i dati sono insufficienti…!

Dicono che gli animali non possono anticipare, immaginare, pre-rappresentare il futuro cosicché in effetti non sanno niente della morte. L’uomo invece ha questo “dono”, e quindi vive (immagina, sente, anticipa ) la propria morte centinaia, migliaia di volte prima che questa venga davvero…La cosa ironica è che la morte vera, forse non la sperimenteremo mai: come potrebbe testimoniare il signor De Lapisse, anche un secondo prima di morire si è ancora vivi. Alcuni saggi ne hanno dedotto che la morte, essendo una non-esperienza, non è. In tal senso saremmo immortali. La cosa non mi consola… e inoltre i dati sempre più numerosi raccolti recentemente sulle DNE (Near Death Experiences, esperienze di “quasi morte” ) ci fanno pensare: dopotutto forse “vivremo” la nostra morte. Questo ci consola: magari vivremo anche dopo la morte. In un nuovo “corpo”, in un nuovo supporto per la nostra coscienza (qualunque essa sia).

Per lo scrittore e per me, detto dal grande poeta Mario Luzi in una presentazione del libro, le nostre esperienze fanno parte inscindibile del nostro “essere viaggiatori” ed in particolare, sul dove andiamo.., : “ … è un quesito che l’uomo si pone da quando ha cominciato a parlare, ad avere un linguaggio. Questo è il punto di partenza di Nievo, che fa coincidere l’esperienza della vita umana con l’origine del linguaggio, con il principio del verbo.
Oggi la nostra grammatica mentale non fa più a pugni, ma non ha messo da parte queste domande, fondamentali per farsi comprendere……… e tutto il suo discorso (Nievo) si concentra sull’esperienza dell’uomo. E la definizione che dà dell’uomo è che noi siamo “l’essere”.

Su Di Grazia e le sue risposte sulle tre domande, dico meno perché il suo campo è meno appellabile. Anche se devo dire che c’è molta affinità tra il mio modo di sentire e il suo.
Abbiamo affidato tutta la responsabilità della conoscenza alla ragione, al sistema razionale. Però la razionalità è sempre in bilico. Io lo sento. E sento che la conoscenza non è solo ragione. Si conosce per tante altre vie, per altre strade.
Certamente questa della razionalità come fondamento di conoscenza è una prerogativa occidentale. Ed è anche la causa della nevrosi dell’uomo moderno perché comporta che una parte dell’uomo è repressa, soffocata. E invece nella prospettiva di Di Grazia viene fuori.”

Ma da dove nasce il mio modo di vedere e di sentire..?
Da esperienze fuori del normale e da quarant’anni di vita spinta al cercare di comprendere ed oggi “sento” che quello che vediamo rappresenta solo una piccola porzione del tutto e che il “morire” è un passaggio di un continuo in perenne trasformazione per il suo stesso miglioramento.

La vita non termina con la trasformazione dell’energia-materia e nulla muore veramente, in particolare le nostre emozioni, lasciano tracce indelebili nel tempo.

A tale proposito Pausania racconta che la battaglia di Maratona fu vista dai viaggiatori in quei luoghi per circa 400 anni; nitriti, rumori e forme erano rimasti fermi in una dimensione simile ad “un presente continuo”. Esempi simili ci sono in varie parti del mondo come non mancano esempi della percezione di una forma trasparente e tridimensionale di noi stessi, visibile in particolari momenti e/o stati d’animo.

Ernest Hemingway in Addio alle armi fa dire ad un tenente ferito:
“Cercai di respirare.. ma il respiro non volle venire e mi sentii scagliato fuori di me e fuori… e fuori e sempre… nel vento.
Andai fuori veloce, tutto me stesso e sapevo che ero morto, e che era stato un errore pensare che ero morto.
Poi gallegiai, e invece di proceder mi sentii scivolare indietro.
Il terreno era sconvolto e davanti alla mia testa c’era una trave di legno schiantata.

Nello straordinario…udii qualcuno gridare.

Pensai che qualcuno strillasse…

Cercai di muovermi, ma non potei. Udii le mitragliatrici e i fucili che sparavano al di là del fiume e…tutto lungo il fiume.
Vi era un gran fango e vidi…i traccianti salire ed esplodere o galleggiare bianchi e razzi che salivano e udii le bombe, tutto in un attimo e poi udii qualcuno vicino a me che diceva.
“Mamma mia…! Feci forza e mi torcei e..finalmente.. liberai le gambe e lo toccai.”

Personalmente incominciai nel 1961, in un giorno di quell’agosto.
Non è facile vivere l’esperienza dello “sdoppiamento”, senza una preparazione, vedere cioè una forma simile alla tua, trasparente e tridimensionale, uscire dal proprio corpo fisico, prendere coscienza che non puoi muoverti perché paralizzato, vedere con gli occhi socchiusi e, portando attenzione “all’altro fluttuante”, percepire l’ambiente con un’estensione di 360°! Certamente ne rimasi scosso e non trovai dopo, pur chiedendo in tutte le direzioni, le giuste spiegazioni.

Le poche persone che avevano una reale conoscenza mi dissero, più o meno:” Se devi capire, capirai, lavora costantemente su te stesso.”

Nelle “esperienze fuori dal corpo o dilatazione della coscienza”, tipiche anche degli stati pre-morte, si vive, da subito, il senso di libertà da preoccupazioni e da problemi di ogni tipo. Più si convive “in quello stato”, più affiorano sensazioni assopite di vero benessere e, poco a poco, affiorano conoscenze complete di fatti che, nello stati normali del vivere, si afferrano solo incompleti. E’ come riconoscere il senso del vero profondo, oltre i limiti della dualità e della logica.

Tutte le informazioni precedenti scompaiono per cedere il posto a qualcosa d’altro che, superata la paura, si vive profondamente con sensazioni difficili da raccontare.
Si apprendono sul campo fatti che uniscono, si sente di appartenere ad una struttura più ampia, si è come la cellula di un tutt’uno che si intuisce ma di cui non se ne vedono i confini. Ed è qui che si rovescia la visione negativa e malata della vita.

Assistendo le persone nel loro passaggio di dimensione, comunemente chiamata morte, ho potuto constatare eventi “straordinari” che mi hanno aiutato nella strada del conoscere. Tutto questo è capitato a molti, medici e non, che hanno raccontato esperienze simili ma che hanno timore di dirle: non vogliono essere presi per pazzi.

Una delle costanti è che il “doppio” o involucro trasparente e tridimensionale, che ha le stesse caratteristiche del nostro corpo e, elemento curioso, anche gli stessi vestiti, si stacca dal corpo fisico.
Nell’osservarlo si capisce che è ancora carico d’emozioni umane. Rimane per un po’ intorno alla parte fisica priva di vita, ne cerca un contatto. Si avvicina da vari punti, C’è uno sforzo in questo ed una sorpresa nel “vedersi” in quella situazione. Dopo poco, questione per noi di minuti, si allontana. Chi riesce a “vedere” simili attività possono notare altre costanti. La struttura è molto simile a quella del corpo, può sembrare un calco di paraffina. Il viso presenta solo una differenza nel colore e nella difficile percezione, da parte dei viventi, dei capelli e delle sopracciglia. I piedi non sono visibili e si muove scivolando con esitazione e sorpresa. Si capisce che è ancora impastata e confusa dalle informazioni percepite durante il suo esistere nel nostro visibile. Dopo succede qualcosa. E’ attratta dai segnali che vengono dall’esterno, si guarda intorno, noi possiamo al massimo percepire delle variazioni di buio o luce ma per lei deve trattarsi di un qualcosa di molto più completo. Ad un certo punto, velocemente, come attratta da un magnete, scompare con una traiettoria ben definita dentro ad una superficie densa e stranamente scura.

Nel momento in cui avviene il passaggio tra la vita e la morte, è come se le nostre parti si organizzassero a più livelli e quello che può più facilmente essere “riconosciuto” sono elementi parziali della nostra memoria emozionale e da alcune tracce, sempre create da emozioni, della persona scomparsa.
Quando la coscienza si allontana dalla parte fisica non “comprende” il dolore delle persone vive, le “vede” ma non capisce cosa stiano facendo. Ha uno strano “languore”, sente che è legata ai posti ed alle persone e man mano realizza di essere in una dimensione giusta, la riconosce, come risvegliata da un sogno, e si allontana verso un sistema di viaggio difficile da raccontare per noi “vivi”.

Secondo quello in cui credo, e secondo il mio particolare vivere, man mano che il “nucleo” si allontana da noi, prende coscienza della presenza della propria energia emanata nelle dimensioni del passato e del futuro. E’ come un’astronave che per allontanarsi dalla terra deve dare il massimo della spinta per superare l’attrazione gravitazionale, che nel nostro caso sono le emozioni vissute, per poi raggiungere uno spazio esterno dove basta una piccola spinta energetica per muoversi.

Nello stesso tempo l’astronave, e così il “nucleo”, più si allontanano più hanno la visione del Tutto.

Il “nucleo” prende coscienza delle varie esperienze nella forma da un presente continuo legato alla vita sul nostro pianeta.

La teoria della reincarnazione che considera il tempo con un andamento lineare – esempio: il 1000a.C., 600a.C., 10d.C., 200d.C. – non considera che l’elemento energia è al di fuori di queste teorie ed ha dominio in un Tutto pluridimensionale.

Per chiarire, non mi stupirei se morendo riprendessi coscienza del mio corpo in un’epoca antica, risvegliato dopo un periodo di malessere, dalle carezze di una donna.

Svegliandomi direi: “Che strani sogni ho fatto, ero con persone particolari e c’era anche una donna simile a te.”

di Umberto Di Grazia


PENSIERI IN UNA NOTTE DEL ’76
Edizioni IRC, Roma 1995
Raccolta di Poesie

“In una notte insonne di qualche anno fa, decisi di scrivere dei pensieri, fluirono abbondanti, senza freno.

Mi trovai in uno stato alterato di coscienza per circa tre ore, alla fine avevo tirato fuori 80 poesie ed un racconto breve.

C’era di tutto. Il tempo si era annullato. Ricordi antichi ed etruschi occhieggiavano tra emozioni di quel presente e la voglia del dire aveva trovato una sintesi nel mondo confuso delle parole, mantenendo la forza della musicalità evocativa.

Vedevo quello che scrivevo, ero lì, parte delle storie, personaggio e spettatore, con il senso ampliato dell’amore, della comprensione verso il tutto.

Quel lavoro rimase per anni chiuso, poi la decisione di renderlo, in parte, pubblico. Non so bene perché, ma sento che è giusto così.”

Umberto Di Grazia, 1 gennaio 1995

Leggi un estratto


 

Nella copertina del libro viene rappresentata l’unione degli opposti complementari in una sorta di danza.

TECNICHE DELL’UNIONE
Edizioni Mediterranee, Roma 1990

Disponibile in DVD. Per info e ordini: [email protected]

In questo testo si espongono le teorie della Biostimolazione ® interna ed esterna, secondo la legge dell’Unione degli Opposti, di cui Di Grazia è considerato caposcuola.

È il libro dove vengono presentate, per la prima volta al grande pubblico, le Tecniche dell’Unione: esercizi, posizioni e tecniche mentali per risvegliare la coscienza e l’energia vitale. Una parte delle migliaia di esercizi che formano le Tecniche dell’Unione e del Risveglio® elaborate da Umberto Di Grazia in oltre trent’anni di ricerche, studi ed esperimenti compiuti con Enti, Scienziati ed Università di tutto il mondo. Il libro propone una serie di esercizi fisici e mentali, tra i quali ciascuno potrà scegliere quelli che preferisce, che consentono di aprirsi ai messaggi intuitivi della mente e dell’inconscio.
Si tratta di esercizi semplici e piacevoli, chiaramente illustrati, che ampliano le facoltà sensibili dell’individuo, ponendolo in grado di unire gli opposti complementari interni ed esterni per armonizzare le energie interiori in modo tale da sentirsi consapevolmente parte del tutto.

Nell’interessantissima e corposa postfazione, viene presentato in modo chiaro, completo e tecnicamente inappuntabile, il lavoro del Prof. Mario Bruschi (ricercatore in Fisica dell’Università “La Sapienza” di Roma) sugli esperimenti effettuati per constatare l’efficacia delle tecniche di Umberto Di Grazia.


UNIVERSO PARALLELO
Edizioni Armenia, Milano 1983
che ha avuto una seconda edizione
col nuovo titolo: L’Altra Dimensione

 

 

Seconda Edizione con il titolo:

L’ALTRA DIMENSIONE

Questo libro si può definire una doppia autobiografia. L’autore infatti narra, in un crescendo di tensioni, lo stato singolare delle proprie esistenze, perché due sono appunto le esistenze parallele che egli è costretto a vivere: quella del comune vivere quotidiano, la cosiddetta vita reale, e l’altra, quella dei fenomeni anomali, dei sogni lucidi, del paranormale.

Attraverso queste pagine ci è dato partecipare a fenomeni stupefacenti: viaggi onirici in epoche lontane, puntualmente testimoniati dai ritrovamenti archeologici effettuati dall’autore, bilocazioni, percezioni e relative previsioni di sciagure mondiali e, via via una gamma completa di esperienze paranormali sempre vissute in prima persona.

Al di là della curiosità e dell’interesse suscitati dal personaggio Umberto Di Grazia, studioso serio e molto conosciuto nell’ambito di quella che oggi viene definitaanomalous research, questo diario s’impone per qualche cosa di veramente inconsueto e cioè per le descrizioniminuziose (e successivi ritrovamenti) di luoghi, persone, monumenti del passato remoto o, addirittura, fuori dal nostro concetto di tempo.

Sopra e sotto le copertine delle due edizioni del libro

Leggi le prime 8 pagine del libro

Leggi il  6° Capitolo: Previsione del futuro mediante i sogni

Leggi l’11°Capitolo: Fenomeni di Sdoppiamento

 


DIMENSIONE SOGNO
Edizioni Parva Favilla, Roma 1976

(a lato: La copertina del primo libro pubblicato da Umberto Di Grazia, nel 1976.)